mercoledì 21 marzo 2012

"Ba'albek del nuovo mondo"


Tiahuanacu (anche Tiwanaku):
importante sito nei pressi delle coste meridionali del lago Titicaca (ora in Bolivia) dove - secondo diverse leggende - il dio Creatore Virachoca era giunto nell'antichità e da dove iniziò la colonizzazione del Sud America.

Sorprendentemente, archeologi ed esploratori sono giunti a conclusioni che confermano proprio queste leggende. I cronisti spagnoli dichiararono che quel luogo era "il più antico del mondo". Nel XIX secolo E.G Squier la definì la "Ba'albek del nuovo mondo"; e nel XX secolo Arthur Posnansky il suo esploratore più famoso, stabilendo che il sito aveva più di 10.000 anni, chiamò Tiahuanacu "culla dell'uomo americano".



I monumenti più importanti confermano questa datazione e secondo ZS contengono al loro interno indizi relativi all'identità dei costruttori e alle ragioni che li avevano spinti a creare una città megalitica nel bel mezzo di montagne brulle, a circa 4.000 metri sopra il livello del mare.

Dei suoi tre monumenti principali, il più caratteristico è senz'altro la Porta del Sole, una porta colossale, isolata, il cui grande varco, l'arcata, i montanti, l'architrave, nicchie e false finestre, riccamente decorate, sono tutte sagomate e ritagliate in un singolo blocco di pietra, enorme, dal peso di oltre cento tonnellate.

Incisioni complesse sul voltone ritraggono il dio Viracocha come figura centrale che domina tre file di esseri alati: distribuzione, questa, che ha significato calendarico, ZS ha dimostrato che il modo in cui è ritratto Viracocha, con in mano uno scettro e una saetta, presenta notevoli analogie al modo in cui gli Ittiti dell'Anatolia ritraevano la loro principale divinità Teshub/Adad; anche gli esseri alati emulavano le raffigurazioni ittite.



Questo, e altri elementi, hanno indotto ZS a suggerire che, quando in epoca post diluviana gli Anunnaki trasferirono in Sud America le operazioni di estrazione dell'oro, il dio Teshub portò con sé gli Ittiti, esperti in questo settore. Che Tiahuanacu fosse un centro metallurgico - per oro e stagno - è attestato anche dal secondo monumento per importanza, l'Akapana; una collina artificiale che, in un primo momento, si riteneva fosse ciò che restava di una piramide; ma gli scavi hanno rivelato al suo interno una serie di canali e di camere collegati da condotti e munite di chiuse: probabilmente una struttura per la lavorazione dei metalli - secondo ZS, per estrarre lo stagno dalla cassiterite.

Il terzo monumento per importanza è fondamentale per datare l'età del sito: il Kalasasaya, un recinto rettangolare di 122 X 133 metri circa, con un cortile ribassato me circondato da una serie di colonne di pietra. L'orientamento est-ovest, il numero di colonne e la loro posizione suggeriscono una funzione astronomica che fa riferimento sia agli equinozi sia ai solstizi.




L'angolo ("obliquità") dei solstizi indica una data di costruzione del 10000 a.C. circa o del 4000 a.C. circa. secondo ZS la prima datazione coincideva con le attività postdiluviane degli Anunnaki, la seconda invece, con la visita di stato di Anu sulla Terra.

Da: "Le cronache Terrestri Rivelate" (p.244 p. 245) di Zacharia Sitchin

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